30 ago 2015

Un angelo della musica alla corte danese.

Ambientato alla corte danese negli anni che vanno dal 1629 al 1630, il libro di Rose Tremain, L'angelo della musica, ha come protagonista il giovane e bellissimo liutista inglese Peter Claire. 
Come in Restoration (Il favorito) il rapporto tra il re ed un uomo è centrale alle vicende. In entrambi i romanzi Rose Tremain sembra voler esplorare dove finisce la reagalità e dove inizia l’uomo. Il contrasto è nuovamente forte, questa volta però a sfavore del monarca. Sì perché il giovane liutista possiede un viso d’angelo, mentre il volto di re Cristiano IV di Danimarca viene paragonato ad una pagnotta. 
Anche la sua regina è molto discutibile: Kirsten Munk, infatti, ha un’insaziabile desiderio di amanti, di uno, in particolare, pare abbia perso la testa: il conte Otto Ludwig von Salm. Questa regina è capricciosa, egoista e sfrontata al punto da indignare le sue stesse damigelle. 
Alle vicende di Peter Claire si intrecciano quelle di molti altri personaggi secondari, tra cui Emilia e la sua famiglia, Bror Bronson, Ellen Marsvin, … non ultima la gallina Gerda.
Le vicende vengono raccontate da più punti di vista: la voce del narratore, infatti, si alterna a pagine di diario e lettere dei vari personaggi.
I musicisti alla corte di re Cristiano provengono da varie nazionalità: oltre all’angelico Peter c’è un altro liutista dalla Francia, due violinisti  italiani, un suonatore di viola tedesco. Un insieme quanto mai variegato di persone che, all’inizio, non convince Peter ma che poi si rivela straordinario, nel momento in cui si mettono a suonare insieme.
La musica era uno degli intrattenimenti principali nel XVII secolo, in particolare nelle Fiandre: c’erano musicisti di corte, c’era musica nelle taverne, c’era musica in chiesa e, soprattutto, c’era musica nelle case dei nobili. Ecco perché ci fu una grande fioritura di dipinti a soggetto musicale: veniva rappresentato ciò che faceva piacere ricordare. Una particolare idea di ‘armonia’ governava la vita umana, l’armonia dell’universo, l’armonia della musica, dovevano rispecchiarsi nella vita domestica: la disarmonia tra re Cristiano e la moglie è resa in maniera esemplare dal fatto che lui ami la musica e che lei invece non la possa sopportare.

L’associazione che fa re Cristiano tra Peter Clare e un angelo richiama una iconografia classica. Angeli e cherubini erano raffigurati spesso con gli stessi strumenti: arpa, flauto e liuto tra cui il liuto era il più comune. 
Personalmente, mi sono immaginata il giovane Peter Claire con le sembianze dell'angelo di Melozzo da Forlì (Angelo che suona il liuto, a sinistra), ma non posso dimenticare di citare il grazioso cherubino intento a suonare il liuto (a destra), dipinto da Rosso Fiorentino.
Ho creato una piccola galleria di dipinti rinascimentali raffiguranti suonatori di liuto... per entrare nell'atmosfera del libro: LINK.




Set at the Danish court in the years between 1629 and 1630, the book by Rose Tremain has a young and handsome English lute player as protagonist: his name is Peter Claire. Like in Restoartion, the relationship between the king and a man at court is the focus of the story. In both novels Rose Tremain seems to be exploring where the king ends and where the man begins. There’s a strike contrast again between the two, but this time is not to the king’s advantage because the lute player has an angel’s face, whereas king Christian IV of Danemark ‘has a face like a loaf’. Even his wife is questionable: Kirsten Munk longs for  her lovers, one in particular: count Otto Ludwig von Salm. This queen is naughty, selfish, insatiable and cheeky to the point of filling her own ladies with indignation. Peter Claire’s story is intertwined with those of secondary characters. Among them Emilia and her family, Bror Bronson, Ellen Marsvin… last but not least a hen named Gerda. The story is told from different points of view: the narrator’s voice gives way to diary pages and letters of other characters.
Music at court is a mixture of different cultures: besides Peter there’s another lute player from France, two Italian violinists, a German viola player. It’s a strange mixture that, at the beginning, doesn’t convinve Peter but then reveals an extraordinary power when they play together.
Music was one the most important forms of entertainment in the 17th century, particularly in Flanders: there were court musicians, there was music in the taverns and inns, in church and, abovwe all, there was music in the noblemen’s homes. That’s the reason of the multitude of painting with music or musicians as their subject: they portrayed what was pleasant. Besides that, there was also a special idea of ‘harmony’ governing human life, which was the harmony of universe, the harmony of music, and that had to find an equivalent in domesticlife: the strong disharmony between king Christian and his wife is clear from the very beginning and is made significant by the fact that he loves music whereas she can’t stand it.

King Christian thinks Peter Claire is his guardian angel: that’s probably due to the iconoraphy of angels and cherubs with instruments (harp, flute and lute where the most common). I cannot but think of Melozzo da Forlì's Angel Playing a Lute as a model for Peter Claire. Speaking of angels with lutes it's a pity not to show the beautiful cherub by Rosso Fiorentino.
I've also made a virtual gallery of Renaissance paintings of lute players... just to understand the atmosphere of  the novel: LINK.

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