29 dic 2014

Sulla vita 'scialba' di Jane Austen...

Claire Tomalin è famosa per lo più per le biografie di personaggi come Dickens, Hardy, Shelley, Jane Austen, Katherine Mansfield… Figlia d’arte, il padre era un accademico francese e la madre una nota compositrice inglese, ha sposato dapprima un noto giornalista e poi il drammaturgo inglese Michael Frayn. Già da questi pochi cenni biografici si può dedurre il livello culturale in famiglia.

La biografia di Jane Austen (Jane Austen. A Life) è molto curata, dettagliata, precisa. Soprattutto è lo stile della Tomalin a renderla piacevole e interessante. Non si limita a sciorinare date ed eventi, ma sembra quasi raccontarceli da buona amica nel salotto di casa sua, di fronte ad una tazza di tè. Questo rende la lettura leggera e piacevole, senza però mancare dal punto di vista accademico. Ho letto questo libro due volte. La prima ho pensato che quello che si diceva di Jane Austen fosse vero: la sua è stata davvero una ‘uneventful life’. La seconda finalmente ho capito gli sforzi della Tomalin di farci capire che quegli eventi che noi consideriamo ‘da poco’ in realtà hanno avuto una portata incredibile nella vita di Jane Austen. 
Anche eventi che possono sembrare insignificanti avevano in quella società effetti profondi nella vita delle persone. Basti pensare che il semplice traslocare… ebbe l’effetto di far smettere Jane di scrivere per 10 anni, poiché non aveva più un angolo dove poterlo fare.. e l’effetto di questa azione ricade sui lettori di oggi che si devono accontentare dei libri che ha scritto quando avrebbero potuto godere di molte più opere della grande scrittrice. Anche il fatto che suo padre avesse una biblioteca fornita ha effetti su noi lettori, perché è proprio grazie a questo, oltre che alle idee liberali del padre che le dava libero accesso a quei libri (cosa normale oggi, ma eccezionale per l’epoca… era una donna!) e alla voracità con cui Jane leggeva che noi oggi possiamo leggere e rileggere Orgoglio e pregiudizio fino alla nausea. L’essere mandata in un collegio femminile all’età di 7 anni sembra poca cosa, ma poi scopriamo che spesso quei collegi erano ‘dickensiani’ e che lì la piccola Jane prese una febbre che quasi le costò la vita. Anche quelle che sembrano piccole questioni di denaro avevano un’importanza strategica, come sottolinea Claire Tomalin stessa: “Money, money, money, again. There was no freedom for a woman without it, married or unmarried”. L’aver conosciuto un ragazzo interessante ad un ballo? Non ne parliamo… solo complicazioni… Rendersi conto, anno dopo anno, che correva il rischio di restare zitella e, ugualmente, avere il coraggio di rifiutare quello che era probabilmente l’ultimo pretendente che avrebbe avuto… è cosa da poco? Non credo proprio. Rivela una forza di volontà ed un carattere eccezionalmente forte per l'epoca.




Claire Tomalin is famous mostly for her biographies… Dickens, Hardy, Shelley, Jane Austen, Katherine Mansfield. Her father was a French professor and her mother a well-known British composer. She married a journalist first, then the British playwright Michael Frayn. This alone is enough to understand the cultural level of her background.
I’ve read her biography of Jane Austen and I found it accurate, precise, detailed. Above all, it was her style that made it worth reading. She doesn’t just give a list of events and dates, she tells everything like an old friend sitting in front of a cup of tea. This makes the whole process of biography-reading pleasant but without lacking the academic aura. I’ve read this book twtice. The first time I agreed with what people say about Jane Austen: hers was truly an ‘uneventful life’. The second time I finally understood Tomalin’s point: the simple facts that we don’t take much into consideration had a tremendous impact on Jane Austen’s life. At the time even what could seem insignificant had terrible effects on the people involved. The simple act of moving from one place to another had a disastrous consequence: Jane stopped writing for 10 years, as she didn’t have a place to do that. The effect of this is still felt today, because we have to be content with the books she wrote, when we could have had more works written by Miss Austen. Even the fact that her father had a considerable library has had effects on us today, because it’s thanks to those books and her father’s liberal ideas that she could gain access to reading (at a time when women were not supposed to read books) and then try her own writing. Attending a girls’ college at the age of 7 may not be much of a thing, but then we discover that those schools were exactly like Dickens used to portray them and it was there that little Jane had a fever that almost cost her life. Even the smallest facts about money had a strategic importance, as Claire Tomalin herself highlights: “Money, money, money, again. There was no freedom for a woman without it, married or unmarried”. Knowing a boy at a ball and falling in love? Don’t talk about that… just complications… the feeling, year after year, of being a spinster and, still, having the courage of refusing her probable last suitor… what about that? It’s a sign of a strong will and that she was a woman of character.

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