15 ago 2014

Sue Townsend: ribelle con humour.

In attesa che arrivino i libri che ho ordinato, tra cui Colin Thubron e Charles Tomlinson, salto momentaneamente Claire Tomalin e mi getto a capofitto su un’autrice più ‘leggera’: Sue Townsend. Dopo aver preso in mano ben due libri di Adam Thorpe e non essere riuscita, ripetutamente, a superare le prime 30 pagine… decido di arrendermi all’evidenza: ho bisogno di un po’ di leggerezza. Inizio così The Woman Who Went to Bed For a Year che avevo comprato nel fornitissimo reparto in lingua della libreria Seeber in uno dei miei giretti annuali a Firenze… e lo trovo subito spassoso. Leggo sulla quarta di copertina che l’autrice ha imparato a leggere solo a 8 anni e che ha abbandonato la scuola a 15 e mi incuriosisco perché trovo interessante questa contraddizione: l’amore per la lettura e la scrittura (a quanto pare scriveva di nascosto quando era molto giovane) che convive con la ribellione, il rigetto dell’educazione scolastica. Cerco notizie su di lei online ed ho subito una brutta sorpresa: è morta ad aprile. Non avendo sentito niente della sua morte, sta per partirmi la solita vena polemica sugli autori bistrattati in Italia, quando mi imbatto in una serie di articoli dei maggiori quotidiani itialiani e mi rendo conto che invece è stato dato grande risalto all’evento. Mi è sfuggito… colpa mia. Gli articoli de La Stampa e dell’Ansa sono i primi che rintraccio, insieme ad un lungo articolo sul sito della BBC .




While I’m waiting for the books I ordered -Colin Thubron and Charles Tomlinson- I momentarily skip Claire Tomalin and start reading a ‘lighter’ author: Sue Townsend. After trying to read two of Adam Thorpe’s books without success –unable to read more than the first 30 pages- I finally give up and understand that maybe I need a bit of lightness. So, I start reading The Woman Who Went to Bed For a Year, which I had bought in the well-stocked shelves devoted to English books at the Seeber bookshop in Florence…. and I immediately find it amusing. I learn from the back cover that Sue Townsend learnt reading only when she was 8 and she left school at 15 and I find the information interesting because of the inner contradiction: the love for reading and writing (she started writing secretly when she was very young) together with the rebellion, the rejection of education. I start looking for further information on the author and I have a bad surprise: unfortunately she died in april. As I hadn’t heard anything of her death, I was getting angry about the usual treatment of authors in Italy, when I run into a series of articles from the major Italian newspapers and I realize that our press featured the news prominently. This time it was my fault… The first articles I read are from La Stampa and Ansa, and then a long article on the BBC website. 

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