10 ago 2013

Outposts: viaggio alla ricerca dell'Impero Britannico

Ho provato l’ebbrezza di scaricare il mio primo libro su Kobo (eReader). Chiariamoci: io sono un’amante del libro cartaceo, che è INSOSTITUIBILE! Niente è più appagante del rapporto fisico che si instaura con un libro cartaceo: le sensazioni tattili, le sottolineature, l’odore stesso della carta stampata, le annotazioni ai margini… niente di tutto ciò è compensato dal libro elettronico. MA ero incuriosita da questo libro, che (come sempre) in italiano non esiste e che in inglese avrei sicuramente ricevuto nel giro di un paio di settimane… il problema era che stavo per partire per il mare e volevo metterlo in valigia subito. Come fare? Ho deciso di sfruttare finalmente il Kobo acquistato qualche mese prima. Mi sono collegata alla libreria online, ho creato il mio account, ho trovato quasi subito il libro e… nel giro di qualche click il file era già nella Home Page del mio Kobo! WOW… fantastico!
Outposts mi ha seguita in vacanza e appena sotto l’ombrellone ho iniziato la lettura. Simon Winchester racconta del viaggio intrapreso alla scoperta degli avamposti rimasti sotto il dominio britannico. Partita come un’avventura che doveva durare 6 mesi, è finita in una epopea di 3 anni, una valanga di chilometri ed una serie di situazioni difficili da superare, tra cui un arresto. Nella versione che ho scaricato c’è una lunga introduzione dell’autore che informa sulla situazione attuale dell’Impero e che colloca il suo viaggio in un quadro cronologico anteriore al processo di decolonizzazione completato nel ’97. Sono 80 pagine molto interessanti che contengono, tra le altre cose, una doverosa riflessione sulla metamorfosi dei concetti di ‘colonizzazione’ e ‘imperialismo’ che oggi sono identificabili con una parola sola: GLOBALIZZAZIONE. Winchester analizza il ruolo centrale dell’America in questa nuova forma di imperialismo e si stupisce di quanto poco risalto venga dato a questa situazione, soprattutto dopo anni e anni di studi post-coloniali. Polemiche a parte, il viaggio comincia dall’avamposto più remoto: il British Indian Ocean Territory. La vicenda dell’isola Diego Garcia in effetti è interessante: si racconta di come il governo inglese, in seguito ad un accordo con il Pentagono, trasferì tutti gli abitanti delle Chagos Islands su una nave che li depositò tra le Mauritius e le Seychelles senza nemmeno informarli di cosa stesse accadendo. Il tutto per fare posto ad una base militare americana. Ho seguito le vicende di Winchester a Gibilterra, soprannominata ‘The Rock’ e ad Ascension Island, ma il mio viaggio è terminato a Sant’Elena. Forse non è una lettura da ombrellone… Probabilmente non riesco a ‘carburare’ nel relax marittimo… o forse lo stile di TheProfessor and the Madman ha lasciato spazio ad esigenze storico-cronologiche… forse la lettura su Kobo mi indispettisce… fatto sta che mi sono arresa e a Sant’Elena ho abbandonato la nave. I’m sorry.
Però ho fatto in tempo ad annotare un aneddoto sull’isola Tristan da Cunha:
“the new motor vehicles law… had to be introduced since, a few weeks before, a new car was landed on the island, bringing the total number to two, with the possibility of collision”… e stiamo parlando degli anni ’80!




I’ve tried the thrill of downloading my first ebook on Kobo (eReader)… Just to make it clear: I’m fond of paper books, because I think they are irreplaceable! Nothing is more satisfying than the physical contact with a book: tactile sensations, the underlining process, the smell of paper, the notes on the margins… nothing of that kind can be experienced with an ereader.  BUT I was curious about this book, which (again) doesn’t exist in Italian and the prospect of waiting for a couple of weeks for my English copy was out of questions, since I was about to leave for the sea and I wanted to put the book into my suitcase immediately. What could I do? Well, I decided to use the Kobo I had bought a couple of months before. I connected to the online bookshop, created an account, found the book (almost immediately) and… in a couple of clicks  the file was already in the Home Page of my Kobo! WOW… fantastic! So Outposts followed me on my holiday. As soon as I was under the beach umbrella, I started reading. Winchester tells about his journey to the outposts under the British Empire. It all started as a 6-month adventure and it ended up as a 3-year enterprise, thousands of kilometres, a series of tough situations such as an arrest. In the version I had downloaded there’s a long introduction by the author explaining the current situation of the Empire and placing his journey chronologically before the decolonization process completed in ’97. Those 80 pages are very interesting because they contain, among other things, a right reflection on the metamorphosis of the concepts of ‘colonization’ and ‘imperialism’ which are today identifiable in one word: GLOBALIZATION.  Winchester analyses the pivotal role of America in this new form of imperialism and wonders at the small prominence given to the situation, especially after so many years of post-colonial studies. Setting polemics aside for a moment, his voyage starts from the most remote outpost: the British Indian Territory. The events of the island of Diego Garcia are truly interesting: Winchester tells how the British government, after an agreement with the Pentagon, moved the inhabitants of Chagos Islands on a ship bound to Mauritius and Seychelles without even informing them of what was happening. The aim was to make room for an American military base. I followed Winchester to Gibraltar, nicknamed ‘The Rock’ and to Ascension Island, but my shadow voyage ended at St. Helena. Maybe this book is not good for reading under a beach umbrella… or maybe I simply can’t “work” properly when I’m relaxing… perhaps the style of The Professor and the Madman gave way to historical-chronological needs… or reading on a Kobo might disturb me in some way…  the result is that I gave up and left the ship at St. Helena. I’m sorry. But I could write down an anecdote about Tristan da Cunha: “the new motor vehicles law… had to be introduced since, a few weeks before, a new car was landed on the island, bringing the total number to two, with the possibility of collision” … this happened in the 80’s!   

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