01 lug 2012

Simonetta Wenkert: Amore e terrorismo

Nel sito del British Council viene descritta come una scrittrice non ancora conosciuta al grande pubblico, ma in via di ‘espansione’. Vive a Londra ed ha avviato un ristorante italiano con il marito. Nel tentativo di conoscerla meglio mi avventuro in rete e capisco quasi immediatamente che l’amore per l’Italia è forte in questa scrittrice: oltre al ristorante italiano, ha tradotto in inglese due scrittori italiani (Carlo Mazzantini e Paola Jacobbi). La cosa che mi stupisce di più è che non riesco a trovare un sito ufficiale… che peccato!
The Sunlit Stage è il suo primo romanzo ed è ambientato nell’Italia degli anni ’70 e questo è il motivo principale che mi ha spinta a leggerlo. Parte dalla storia d’amore tra una donna inglese ed un terrorista italiano a Roma negli anni della Sinistra Armata, che è un periodo storico non molto sfruttato nella narrativa. Si tratta dei cosiddetti ‘anni di piombo’ caratterizzati dalla lotta armata e dal terrorismo (le organizzazione terroristiche erano diverse: Lotta Continua, Brigate Rosse, Prima Linea… molte delle quali di sinistra). Le stragi si susseguirono più o meno intensamente fino al climax del 1978, con il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro.
 La storia tra Julia ed Ennio Caruso viene rivissuta dalla figlia Lotte, allevata dalla nonna e tenuta all’oscuro di tutto finchè Ennio, dalla prigione, chiede di rivederla prima di morire. Lotte vive il tradimento operato ai suoi danni dalle due nonne (rispettivamente la mamma di Julia e quella di Ennio), torna in Italia nei luoghi dove tutto è cominciato, rivive in parte le emozioni della madre e scopre che era profondamente innamorata dell’uomo che è suo padre.
Il lettore segue le vicende passate e quelle presenti in modi diversi: narrazione in terza persona, in prima persona, l’intervista di un giornalista ad Ennio in prigione.
Simonetta Wenkert ha reso bene l’ambientazione italiana, inserendo qua e là piccole caratteristiche di ogni luogo (Roma, la Sardegna, Genova) e spesso parole in italiano (che però ogni tanto erano sbagliate).  Essendo ambientato in Italia, il cibo ha un ruolo non marginale: formaggio, prosciutto, fichi, vino…
Per immergersi nelle atmosfere del libro
La compilation di Ennio:




On the British Council’s site Simonetta Wenkert is described as not yet known to the great public, but ‘her novels quietly assert themselves in the mind of readers’. She lives in London and runs an Italian restaurant  with her husband. I try to get more news about her surfing the net and I almost immediately under stand one thing: her love for Italy is really strong: besides owning an Italian restaurant, she has translated Italian writers’ books in English (Carlo Mazzantini’s and Paola Jacobbi’s). I find quite strange that I cannot come upon an official site… that’s a pity!
The Sunlit Stage was her first novel and is set in Italy in the 70s. That’s what drove me to read it. It all begins with a love story between an English woman and an Italian terrorist in Rome during the years of the Sinistra Armata… not much exploited in fiction. Those were the so-called ‘Years of the Lead’, marked by conflicts and terrorism (there were different kinds of groups, such as Lotta Continua, Brigate Rosse, Prima Linea… most of them from the left-wing side of the parliament). The acts of terrorism followed one another more or less intensely until the climax, reached in 1978 with the kidnapping and murder of Aldo Moro.
The love story between Julia and Ennio Caruso is lived again from their daughter, Lotte, who was raised by her grandmother and kept in the dark about the events until Ennio –in prison- asks to see his daughter before dying. Lotte feels betrayed by her grandmother and leaves London to reach the places where everything had started… Italy. She lives her mother’s emotions in part and finds out about her mother’s deep love for Ennio. The reader follows past and present events from different sources: third-person narration, first-person narration, an interview to Ennio in prison.
I think the Italian setting is well described: the author puts here and there some typical features of the places she describes -Rome, Sardinia, Genoa- and doesn’t ignore the food –cheese, prosciutto, figs, wine… She also uses Italian words here and there, even if some words were not spelled correctly.

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