09 lug 2012

Alex Wheatle: il bardo di Brixton

Cresciuto in un orfanotrofio, ha presto conosciuto la ‘vita del ghetto’ che descrive e racconta nelle sue opere. Fu arrestato durante i Brixton Riots, la rivolta dei giovani di colore contro la polizia locale. Aveva 18 anni ma era convinto che fosse necessario un segnale forte per far capire al governo che c’era un problema. Allora Brixton era quasi esclusivamente Afro-Caraibica e i giovani non avevano sbocchi, non c’erano possibilità al di fuori di povertà e ignoranza. La polizia risolveva le ‘questioni’ sbattendo i giovani in carcere e picchiandoli. Oggi le cose sono cambiate, a detta dello stesso Wheatle che in un’intervista con la BBC lo ha definito un ‘melting pot’ che sta quasi diventando ‘cool’ (e lo paragona all’upgrade di Notting Hill). Eppure solo l’anno scorso una rivolta simile ha scosso altri quartieri-ghetto di Londra, come rivela questo speciale de La Repubblica, che incorporo e consiglio vivamente di leggere perché spiega molto bene le origini di tali rivolte, ne documenta la gravità e riporta l’atteggiamento del governo di fronte a tutto ciò.
La Repubblica 10.08.11

Aggiungo anche un video in cui Wheatle stesso commenta i riots del 2011  alla luce di quelli del 1981... questo però è in inglese!



E’ un argomento di cui si è occupato anche a livello giornalistico, con un articolo sul Guardian in cui paragona i due eventi datato 09.08.2011.

Tornando alla biografia di Wheatle… Durante il periodo in carcere ha conosciuto un rastafariano da cui ha appreso l’importanza della lettura ed ha iniziato a leggere e documentarsi e, una volta uscito, si è occupato di raccontare i fatti prima attraverso canzoni e poi con i suoi romanzi (e per questo gli hanno affibbiato il soprannome shakespeariano di Brixton Bard). Andando un po’ alla ricerca di interviste su YouTube ho trovato la sua presentazione per le scuole, che ruota attorno ad un concetto che avevo intuito fosse molto importante per lui: “Reading changed my life”.




Raised in a children’s home, he soon became familiar with ‘life in the ghetto’ which he describes and tells in his works. He was arrested during the Brixton riots, black youths’ uprising against local police. He was 18 then but was convinced it was necessary to give a message to the government: there was a problem in Brixton. At the time Brixton was mainly Afro-Caribbean and young people lived a dead-end life, they didn’t have any real chance beside poverty and ignorance. The police just tossed people in jail or hit them. Things are different today, said Wheatle in an interview with BBC where he described modern-day Brixton as an almost cool ‘melting pot’ (similarly to what happened with Notting Hill). Yet a big uprising happened in the same area and in Tottenham last year, as described in a special issue of the Italian newspaper La Repubblica, which I’m embedding so that Italians can understand the importance of the revolution and the government’s attitude towards it. I’m also embedding a video in which Wheatle comments the riots and compares them to those back in 1981. He dealt with the same topic in an article for the Guardian.
Back to Wheatle’s bio… during the period in jail he met a Rastafarian sage and learnt about the importance of reading: he documented himself and read a lot and, once out of prison, he dealt with telling the events in his songs first, and then in his novels (that’s how he got his Shakespearian nickname ‘Brixton Bard’). As I was looking for interviews on YouTube I came across his personal introduction aimed at schools. I thought it was interesting because it’s centred around an important idea: “Reading changed my life”.

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